SOTTOLINEARE BENE PER STUDIARE MEGLIO: 7 TECNICHE PER NON PERDERSI NEI LIBRI

Sottolineare è una delle prime strategie di studio che impariamo a utilizzare.

Una volta arrivati al punto in cui abbiamo finito di leggere un paragrafo o un capitolo, infatti, occorre fissare i concetti fondamentali di ogni argomento.

Il modo più semplice e veloce per far risaltare i contenuti importanti è quello di sottolineare le parole e le frasi che ci permettano di ricordarli una volta che riprenderemo il libro in mano.

Prendiamo un evidenziatore e iniziamo a colorare le pagine. A volte, però, alla fine ci ritroviamo con interi paragrafi evidenziati e una domanda: “Ma che cosa dovevo ricordare davvero?”

Il problema non è la sottolineatura in sé. È come la utilizziamo.

Una buona sottolineatura non serve a rendere il libro più colorato, ma a selezionare le informazioni più importanti e a creare una traccia che ci aiuti nelle fasi successive dello studio.

Infatti non tutto quello che c’è sul testo ha importanza  o, meglio, la stessa importanza. Ovviamente le informazioni raccolte nel libro sono tutte interessanti, ma non tutte sono utili ai fini dell’esame / interrogazione. 

L’ostacolo più grande che puoi riscontrare in questa attività di sottolineatura è quello di capire cosa è importante evidenziare e far risaltare all’occhio e cosa si può omettere. 

Prova a privilegiare:

  • concetti fondamentali;
  • definizioni;
  • parole chiave;
  • date o dati importanti;
  • cause e conseguenze;
  • termini specifici;
  • esempi indispensabili per comprendere un concetto.

Il resto può rimanere non sottolineato.

DUE SCHEMI DA SEGUIRE PER NON TRALASCIARE INFORMAZIONI IMPORTANTI

Per assicurarti di non aver tralasciato nulla di importante, fai una prova: dopo aver letto una pagina, copri il testo e osserva soltanto ciò che hai sottolineato. Riesci a ricostruire il contenuto?

Se leggendo le sole parti sottolineate non riesci a capire quasi nulla, forse hai bisogno di rivedere il criterio con cui hai selezionato le informazioni.

A tal fine, esistono due schemi che possono aiutarti a ricostruire le informazioni da non tralasciare:

1 – SCHEMA GERARCHICO

Estrapola tutti i concetti che hai sottolineato e verifica se, letti solo quelli, la logica che c’è alla base dell’argomento che stai studiando rimane coerente.

ESEMPIO

Nell’ambito della biologia prendiamo l’esempio della fotosintesi clorofilliana.

Questa si divide sostanzialmente in due fasi: quella luminosa e quella di fissazione del carbonio.

  • Nella prima fase la luce che colpisce il cloroplasto viene utilizzata dalla molecola di clorofilla per scindere una molecola d’acqua: l’ossigeno risultante viene rilasciato nell’atmosfera, mentre l’idrogeno è incamerato da altre molecole e utilizzato nella seconda fase. Contemporaneamente gli elettroni molecolari forniscono l’energia per fabbricare l’ATP.
  • Nella seconda fase l’idrogeno proveniente dall’acqua viene combinato con gli atomi delle molecole di anidride carbonica per formare il carboidrato glucosio mentre l’ATP fornisce l’energia necessaria alla reazione di sintesi.

Questo riassunto è stato estrapolato da un enciclopedia per ragazzi, ma ci fa capire quali siano le informazioni che proprio non possiamo omettere: se una di queste mancasse (per es. “Contemporaneamente gli elettroni molecolari forniscono l’energia per fabbricare l’ATP”) ci mancherebbe un pezzettino e probabilmente non riusciremmo a capire come avviene la reazione di sintesi che produce il carboidrato di glucosio.

2 – SCHEMA CIRCOLARE

Un concetto è importante quando attorno vi ruotano altri concetti di minore importanza; possiamo parlare di schema circolare, il cui baricentro è quel concetto che proprio non può mancare.

ESEMPIO

Se stiamo studiando la rivoluzione industriale dobbiamo sapere quali sono stati i fattori scatenanti, in quali luoghi si è sviluppata, quali sono stati i settori più coinvolti, le conseguenze economiche e sociali, e così via…

Ma al centro di tutte queste nozioni ci sarà la definizione del fenomeno stesso con le caratteristiche che lo contraddistinguono: “processo di industrializzazione della società che da sistema agricolo-artigianale-commerciale diviene un sistema industriale moderno; questo sistema è caratterizzato dall’uso di macchine azionate da energia meccanica e dall’utilizzo di nuove fonti energetiche (come ad esempio i combustibili fossili), con una forte componente di innovazione tecnologica.”

Solo dopo aver individuato questo concetto “focus” possiamo trovare e sottolineare tutti gli altri.

7 TECNICHE PER SOTTOLINEARE IN MODO EFFICACE

1 – PRIMA DI SOTTOLINEARE, LEGGI

Uno degli errori più frequenti è sottolineare mentre si legge per la prima volta.

Il rischio è quello di evidenziare quasi tutto, perché non abbiamo ancora capito quali siano le informazioni davvero importanti.

Meglio procedere in due momenti: prima leggi e cerca di comprendere il contenuto, poi torna sul testo e sottolinea.

Non significa necessariamente rileggere intere pagine. Puoi leggere un paragrafo, fermarti e chiederti: “Qual è il concetto fondamentale che dovrei ricordare?”

Quella risposta ti guiderà nella scelta.

2 – PAROLE CHIAVE

Come accennato all’inizio dell’articolo, sottolineare tutto è come non sottolineare nulla! Bisogna fare scelte accurate ed evidenziare solo quelle che sono le parole chiave del concetto, non necessariamente intere frasi.

Per esempio, davanti a una frase come:

“La Rivoluzione industriale ebbe origine in Gran Bretagna nella seconda metà del XVIII secolo e fu favorita dallo sviluppo delle macchine e dall’utilizzo del carbone.”

Potresti sottolineare:

Rivoluzione industriale → Gran Bretagna → seconda metà XVIII secolo → macchine → carbone

In questo modo, quando tornerai sul testo, quelle parole fungeranno da “ganci” per recuperare il significato.

3 – MANTIENI UNA GERARCHIA DELLE INFORMAZIONI

Un modo per distinguere la parola chiave / il concetto di base da tutto ciò che vi ruota attorno è quello di cerchiare la singola parola chiave e sottolineare il resto, così da mantenere a colpo d’occhio una gerarchia dei contenuti.

4 – USA SIMBOLI PER RICHIAMARE L’ATTENZIONE

Per esempio puoi usare punti esclamativi che richiamino l’attenzione su un determinato concetto, così da facilitare la rilettura.

5 – USA COLORI DIVERSI

Un modo per mantenere distinte le informazioni è quella di usare colori diversi a seconda che si tratti di date, nomi e così via.

Ad esempio:

  • giallo: concetti principali;
  • verde: definizioni;
  • rosa: date e informazioni da ricordare;
  • blu: esempi o approfondimenti.

Non esiste un codice colore universalmente corretto. L’importante è che sia semplice, coerente e sempre uguale.

Puoi anche alternare evidenziatore e matita in base all’importanza  delle informazioni.

6 – LAVORA IN MODO ORDINATO

Sottolineare in modo ordinato, mantenendo il foglio pulito, senza sbavature, è un aiuto per la nostra mente. Se ci troviamo di fronte ad una pagina caotica, infatti, l’attenzione rischia di calare, cominciamo a distrarci e la voglia di studiare diminuisce.

7 – TRASFORMA LA SOTTOLINEATURA IN DOMANDE

Una strategia ancora più efficace consiste nel non limitarti a chiederti “Cosa sottolineo?”, ma anche: “Che domanda potrei farmi per verificare se ho capito?”

Se, per esempio, sottolinei:

Cause della Rivoluzione francese: crisi finanziaria, disuguaglianze sociali, crisi dell’Ancien Régime

puoi trasformare quelle informazioni in una domanda:

Quali furono le principali cause della Rivoluzione francese?

A quel punto la sottolineatura diventa il punto di partenza per il ripasso attivo.

LA SOTTOLINEATURA NON SOSTITUISCE LA COMPRENSIONE 

Un testo molto ben sottolineato non significa necessariamente che sia stato studiato bene.

Puoi avere pagine perfettamente organizzate, colorate e ordinate, ma se non riesci a spiegare con parole tue ciò che hai letto, probabilmente hai lavorato soprattutto sul testo e non sulla tua conoscenza.

La sottolineatura dovrebbe essere quindi uno strumento al servizio dello studio, non l’obiettivo dello studio.

Prima comprendi, poi seleziona.

Perché una buona sottolineatura non dovrebbe dirti soltanto “questo è importante”.

Dovrebbe aiutarti a rispondere alla domanda più importante di tutte: “Se chiudo il libro, quanto riesco a ricordare?”

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